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Che cos’è l’umami?
Il termine umami, che in giapponese significa “saporito”, rappresenta uno dei cinque gusti fondamentali, insieme a dolce, salato, amaro e acido. Questo gusto è stato identificato per la prima volta all’inizio del XX secolo dal chimico giapponese Kikunae Ikeda, il quale scoprì che il glutammato, una sostanza presente in molti alimenti, era responsabile della piacevolezza del brodo dashi. L’umami è caratterizzato dalla sua capacità di esaltare il sapore degli alimenti, rendendoli più intensi e complessi.
La presenza dell’umami nella cucina italiana
Contrariamente a quanto si possa pensare, l’umami non è esclusivo della cucina giapponese. In Italia, questo gusto è presente in molti piatti tradizionali. Ingredienti come parmigiano reggiano, pomodori essiccati, funghi porcini e alimenti fermentati come il miso e la salsa di soia sono ricchi di umami. Questi ingredienti non solo arricchiscono i piatti, ma offrono anche un’esperienza gustativa unica, capace di sorprendere anche i palati più esperti.
Come riconoscere e apprezzare l’umami
Riconoscere l’umami può essere un’esperienza rivelatrice. Quando si assapora un piatto ricco di questo gusto, si può notare un aumento della salivazione e una sensazione di pienezza in bocca. Questo è dovuto all’attivazione di recettori specifici sulla lingua, che rispondono al glutammato e ad altri composti chimici simili. La combinazione di glutammato e inosinato è particolarmente potente e si trova in molti alimenti comuni. Scoprire l’umami significa aggiungere una nuova dimensione alla propria esperienza culinaria, rendendo ogni pasto un’opportunità per esplorare sapori nuovi e affascinanti.