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Finalmente, l’aria si fa più mite, le giornate si allungano e la natura si risveglia in un’esplosione di colori e profumi. La primavera è la stagione della rinascita, un periodo che invita alla leggerezza, alla convivialità all’aperto e, naturalmente, a rinnovare le nostre scelte nel calice. Se l’inverno ci ha cullato con vini rossi corposi e strutturati, la primavera chiama a sé freschezza, vivacità e aromi delicati. È il momento ideale per riscoprire bianchi fragranti, rosati seducenti e bollicine gioiose che accompagnino alla perfezione i sapori dei prodotti di stagione.
Osservare come il cambio di stagione influenzi non solo ciò che portiamo in tavola, ma anche ciò che versiamo nei nostri bicchieri, è un aspetto molto interessante. La tendenza è quella di cercare vini meno impegnativi dal punto di vista alcolico e tannico, privilegiando invece l’acidità, la sapidità e un bouquet olfattivo che richiami i fiori e i frutti che sbocciano intorno a noi. Partendo da alcune etichette che è possibile trovare sul sito specializzato WineKissYou, punto di riferimento del settore grazie agli oltre 30 anni di esperienza dei suoi fondatori, esploriamo insieme alcuni dei protagonisti enologici di questa meravigliosa stagione.
Parlare di Malvasia significa immergersi in un mondo vasto e affascinante. Esistono infatti numerose varietà di questo vitigno aromatico sparse in tutta Italia (e non solo), ognuna con le sue peculiarità. Per la primavera, consiglio di orientarsi verso le versioni secche, in particolare la Malvasia Puntinata del Lazio o la Malvasia Istriana del Friuli-Venezia Giulia e del Carso. Questi vini si distinguono per un profilo olfattivo intenso e riconoscibile, con note di fiori bianchi (come acacia e biancospino), frutta a polpa gialla (pesca, albicocca) e spesso un leggero tocco agrumato o erbaceo. Al palato, offrono una piacevole freschezza e una buona sapidità, che li rendono estremamente versatili a tavola.
Spostandoci sulle sponde meridionali del Lago di Garda, tra Lombardia e Veneto, troviamo il Lugana DOC, un vino bianco ottenuto dal vitigno Turbiana (un biotipo locale del Trebbiano di Soave). Il Lugana è un vino che incanta per la sua eleganza e la sua spiccata mineralità, retaggio dei terreni argillosi della zona. Le versioni giovani, ideali per la primavera, presentano profumi delicati di fiori bianchi, agrumi (pompelmo, cedro) e note caratteristiche di mandorla fresca. Con l’affinamento, può sviluppare complessità, ma è la sua freschezza vibrante e il suo finale sapido a renderlo perfetto per questa stagione.
Chi ha detto che le bollicine siano riservate solo alle grandi occasioni? La primavera, con la sua atmosfera gioiosa e frizzante, è il momento perfetto per stappare una buona bottiglia di Champagne o di un eccellente spumante Metodo Classico italiano, come un Franciacorta o un Trento DOC. Per la stagione, suggerisco di preferire stili più freschi e agili, come uno Champagne Blanc de Blancs (100% Chardonnay), noto per la sua eleganza, le note agrumate e la finezza del perlage, oppure un Brut non millesimato equilibrato e versatile. L’effervescenza pulisce il palato, mentre l’acidità stimola la salivazione, rendendo queste bollicine compagne ideali per molti piatti.
Il vino rosato è forse l’emblema enologico della bella stagione. Sgombriamo il campo da vecchi pregiudizi: i rosati di qualità sono vini gastronomici a tutti gli effetti, capaci di offrire grande piacevolezza e complessità. L’Italia vanta una produzione ricchissima e variegata, dai delicati rosa pallido della Provenza (che trovano ottimi interpreti anche in Italia, ad esempio in Veneto o sul Garda) ai più intensi e strutturati Cerasuolo d’Abruzzo o ai rosati del Salento a base Negroamaro. I profumi spaziano dai piccoli frutti rossi (fragolina, lampone, ciliegia) a note floreali e agrumate, con un palato sempre sostenuto da una buona freschezza.
Torniamo in Friuli-Venezia Giulia per scoprire la Ribolla Gialla, un vitigno autoctono di grande personalità. Nella sua versione giovane e vinificata in acciaio, regala vini di un colore giallo paglierino tenue, con profumi delicati ma distintivi che ricordano la mela verde, gli agrumi e talvolta una sottile nota floreale. Ciò che la caratterizza maggiormente è la sua spiccata acidità, quasi citrina, che la rende incredibilmente fresca, verticale e dissetante. Esistono anche versioni macerate sulle bucce (Orange Wines), più complesse, ma per la primavera la versione classica è imbattibile.
Questa è solo una piccola selezione delle tante gemme enologiche che possono allietare le nostre tavole primaverili. Malvasia, Lugana, Champagne, Rosati e Ribolla Gialla offrono un ventaglio di profumi e sapori capaci di interpretare al meglio lo spirito di questa stagione. Il mio consiglio è quello di osare, sperimentare e lasciarsi guidare dalla curiosità e dai prodotti freschi che il mercato offre. Abbinate i vini ai piatti che più amate, privilegiando la leggerezza, la freschezza e l’armonia dei sapori.
La primavera è un invito a risvegliare i sensi: che sia attraverso il profumo di un fiore, il sapore di un asparago appena colto o il sorso vivace di un vino che sa di sole e di brezza leggera.