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Questa ricetta è saporita e sfiziosa, può essere accompagnata da piatti a base di carne, come lo stufato, quando viene servita calda, oppure conservata in frigorifero e fritta per il giorno dopo, parliamo della polenta taragna concia.
È consigliabile che questa preparazione possa essere accompagnata da salumi importanti o da salsiccia sgretolata, oppure da stufati di carni dagli odori invitanti. Per pasteggiare, poi, é bene un vino rosso corposo, che possa rinfrescare fra un boccone e l’altro, mentre i fumi della cucina riscaldano stomaco e anima.
Sperimentare con i piatti tradizionali è difficile, perché queste ricette hanno origine lontane e antiche ed erano state pensate per supportare il lavoro nei campi e tutto ciò che quello comportava. In questi casi le varianti devono essere ben pensate prima di essere realizzate e quindi si sconsiglia di sostituire il tomino o la fontina con altre tipologie di formaggi, perchè ne cambierebbero odore e consistenza.
Questa preparazione dalle origini antichissime, risale infatti al XVII secolo, quando si diffusero le coltivazioni di mais nella Valtellina e nei territori bergamaschi.
La fusione delle farine di mais con il grano saraceno hanno dato vita alla polenta taragna, utilizzata come pasto principale durante i periodi di magra. Oggi viene utilizzata per accompagnare le portate a base di carne o salumi.
La polenta concia ha invece origine in Val d’Aosta, dove l’aggiunta di burro e fontina alla polenta conosciuta fino ad allora, regaló una sapidità maggiore.
Nonostante sia un piatto piuttosto calorico, rispetto alla ricetta precedente, era utile per scaldarsi rispetto al freddo delle Alpi in inverno.
La ricetta spiegata nel paragrafo precedente, rappresenta una fusione fra questi due piatti dalle origini antiche, in modo da accontentare tutti i palati dei commensali.
Uno dei punti forti di questa preparazioni è il fatto che possano essere conservate in frigorifero per un paio di giorni e riutilizzate di volta in volta.
È utile sapere che questo piatto anche il giorno dopo è ottimo da gustare sia tagliato in fette non troppo sottili, sia fritto in olio extravergine d’oliva per i più golosi.
Naturalmente questo piatto, sebbene sia da gustare in tutte le stagioni, ha un’origine invernale o comunque viene consumato per lo più durante le temperature climatiche più rigide.